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Fatto di Natura, fatto per connetterci con la Natura.

Light Shed evolve con una nuova versione ancora più leggera e sostenibile, frutto di una innovativa ricerca su materiali e processi in grado di ridurre drasticamente l’impatto ambientale.


Ricerca & Sviluppo di soluzioni sostenibili

Dalla collaborazione con il ChIP (Chemistry Interdisciplinary Project) della Università di Camerino (MC, Italia) e con il MARLIC (Marche Applied Research Laboratory for Innovative Composites) iGuzzini ha messo a punto un materiale bio-based, una fibra naturale in matrice polimerica (NFPP) con alte caratteristiche di resistenza, durevolezza e stabilità.


Il lino ci connette con un sentimento legato alla Natura
, alle cose semplici, alla lentezza e al valore di un savoir-faire antico, senza tempo. Il lino è raffinatezza, leggerezza, purezza, naturalezza.


Una luce smart abbassa i consumi

Una luce utile si attiva solo quando necessario. Funzionalità automatiche, attivate dai sensori integrati wireless o wired come Organic Response, BLE o DALI-2, gestibili facilmente anche con comando vocale, da smartphone o pulsanti smart, contribuiscono ad un abbattimento dei consumi energetici con un risparmio complessivo fino al 90%.


Benessere percettivo

Una luce variabile in temperatura colore, da 2700K a 6500K, per seguire la dinamicità naturale.


Un passo avanti nella circolarità

-50,3% carbon footprint

-18,4% water footprint

Light Shed Linen di iGuzzini offre un incremento significativo verso la circolarità, riducendo l’impatto ambientale del corpo del prodotto, con materiali più naturali, rinnovabili, più responsabili e più leggeri (-46%*). Inoltre, l’alta efficienza ed intelligenza del sistema, ottimizza la fase di utilizzo, che pesa sul 90% dell’impatto ambientale totale.

* Rispetto a Light Shed dB

Visita il sito iGuzzini per scoprire di più.

Il nostro ufficio tecnico è a disposizione per supportarvi nelle vostre scelte progettuali.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row]

Fatto di Natura, fatto per connetterci con la Natura.

Light Shed evolve con una nuova versione ancora più leggera e sostenibile, frutto di una innovativa ricerca su materiali e processi in grado di ridurre drasticamente l’impatto ambientale.


Ricerca & Sviluppo di soluzioni sostenibili

Dalla collaborazione con il ChIP (Chemistry Interdisciplinary Project) della Università di Camerino (MC, Italia) e con il MARLIC (Marche Applied Research Laboratory for Innovative Composites) iGuzzini ha messo a punto un materiale bio-based, una fibra naturale in matrice polimerica (NFPP) con alte caratteristiche di resistenza, durevolezza e stabilità.


Il lino ci connette con un sentimento legato alla Natura
, alle cose semplici, alla lentezza e al valore di un savoir-faire antico, senza tempo. Il lino è raffinatezza, leggerezza, purezza, naturalezza.


Una luce smart abbassa i consumi

Una luce utile si attiva solo quando necessario. Funzionalità automatiche, attivate dai sensori integrati wireless o wired come Organic Response, BLE o DALI-2, gestibili facilmente anche con comando vocale, da smartphone o pulsanti smart, contribuiscono ad un abbattimento dei consumi energetici con un risparmio complessivo fino al 90%.


Benessere percettivo

Una luce variabile in temperatura colore, da 2700K a 6500K, per seguire la dinamicità naturale.


Un passo avanti nella circolarità

-50,3% carbon footprint

-18,4% water footprint

Light Shed Linen di iGuzzini offre un incremento significativo verso la circolarità, riducendo l’impatto ambientale del corpo del prodotto, con materiali più naturali, rinnovabili, più responsabili e più leggeri (-46%*). Inoltre, l’alta efficienza ed intelligenza del sistema, ottimizza la fase di utilizzo, che pesa sul 90% dell’impatto ambientale totale.

* Rispetto a Light Shed dB

Visita il sito iGuzzini per scoprire di più.

Il nostro ufficio tecnico è a disposizione per supportarvi nelle vostre scelte progettuali.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row]

21 mag 2024, 17:15 – 21:15

La Pinacoteca Agnelli – Lingotto, in via Nizza, 230/130 a Torino

4 CFP architetti p.p.c. – codice evento ENTET026401CFP0424004

Dal greenwashing alle certificazioni necessarie e volontarie, dalla sostenibilità alla progettazione del benessere, il percorso nel quale verrete accompagnati dai tre relatori di questo evento formativo, vi darà modo di approfondire il ruolo effettivo dei CAM nel mondo dell’illuminazione. Ma potrete anche cogliere spunti e conoscere suggerimenti progettuali stimolanti per migliorare sensibilmente la qualità della vita dei vostri clienti e dei clienti dei vostri committenti. L’evento formativo vedrà la partecipazione dell’arch. Cristiano Picco di Torino che presenterà alcune case study.

PER ISCRIVERTI – PROGRAMMA[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row]

21 mag 2024, 17:15 – 21:15

La Pinacoteca Agnelli – Lingotto, in via Nizza, 230/130 a Torino

4 CFP architetti p.p.c. – codice evento ENTET026401CFP0424004

Dal greenwashing alle certificazioni necessarie e volontarie, dalla sostenibilità alla progettazione del benessere, il percorso nel quale verrete accompagnati dai tre relatori di questo evento formativo, vi darà modo di approfondire il ruolo effettivo dei CAM nel mondo dell’illuminazione. Ma potrete anche cogliere spunti e conoscere suggerimenti progettuali stimolanti per migliorare sensibilmente la qualità della vita dei vostri clienti e dei clienti dei vostri committenti. L’evento formativo vedrà la partecipazione dell’arch. Cristiano Picco di Torino che presenterà alcune case study.

PER ISCRIVERTI – PROGRAMMA[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row]

Sono usciti i nuovi connettori per giunzione strip led estremamente facili e veloci da usare:

• Lineari
• Ad angolo
• Flessibili
• Per alimentazione

Sia per strip monocromatiche sia per RGB White.

Il nostro ufficio tecnico è a disposizione per ulteriori specifiche.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row]

“Dopo mezzanotte lo vengono a chiamare,
lanterne in mano, canticchiando vecchi motivi”

(Bdelicleone) Aristofane, Le vespe

Nei copioni teatrali dei poeti greci antichi, commediografi o tragediografi, vengono spesso menzionate candele e fiaccole ma anche lumi, lanterne o altri apparecchi simili. Perchè? Qual è la necessità di tutta questa attenzione verso questi arcaici corpi illuminanti?

Ebbene, le rappresentazioni teatrali si svolgevano all’aperto, all’esterno, e durante il giorno – illuminate dalla luce intensa del Sole – ed è proprio qui che si comprende la ragione dell’uso della lanterna come oggetto scenico. Nelle rappresentazioni la lanterna rivestiva infatti un ruolo fondamentale… nel creare l’atmosfera notturna! Lumi e lanterne venivano appunto impiegate per aiutare il pubblico a immergersi nell’ambientazione notturna.

Nonostante le antiche pratiche di illuminazione pubblica ci rimangano ancora in parte ignote, sappiamo per certo è una conquista relativamente recente l’illuminazione pubblica dopo il tramonto, che oggi sembra scontata. A teatro dunque, lumi e lanterne non venivano posizionati tra gli oggetti della scenografia, come a simulare l’illuminazione stradale, ma erano proprio gli attori in scena a tenerli in mano e a trasportarli da una parte all’altra dell’area semicircolare situata al centro del teatro, che fungeva da palcoscenico.

Non erano funzionali a illuminare, bensì erano un segnale per gli spettatori in platea: insieme al testo concorrevano a comunicare che la scena si svolgeva in un contesto notturno, contribuendo in questo modo alla narrazione della vicenda.

Sotto la luce naturale dell’Europa meridionale, dalla freddissima temperatura di colore, poteva essere sufficiente un così semplice elemento scenografico per evocare il buio notturno? Beh pare di sì, forse era la natura del teatro stesso ad aiutare, essendo per antonomasia – oggi come allora – luogo di immaginazione e suggestione.

“Dopo mezzanotte lo vengono a chiamare,
lanterne in mano, canticchiando vecchi motivi”

(Bdelicleone) Aristofane, Le vespe

Nei copioni teatrali dei poeti greci antichi, commediografi o tragediografi, vengono spesso menzionate candele e fiaccole ma anche lumi, lanterne o altri apparecchi simili. Perchè? Qual è la necessità di tutta questa attenzione verso questi arcaici corpi illuminanti?

Ebbene, le rappresentazioni teatrali si svolgevano all’aperto, all’esterno, e durante il giorno – illuminate dalla luce intensa del Sole – ed è proprio qui che si comprende la ragione dell’uso della lanterna come oggetto scenico. Nelle rappresentazioni la lanterna rivestiva infatti un ruolo fondamentale… nel creare l’atmosfera notturna! Lumi e lanterne venivano appunto impiegate per aiutare il pubblico a immergersi nell’ambientazione notturna.

Nonostante le antiche pratiche di illuminazione pubblica ci rimangano ancora in parte ignote, sappiamo per certo è una conquista relativamente recente l’illuminazione pubblica dopo il tramonto, che oggi sembra scontata. A teatro dunque, lumi e lanterne non venivano posizionati tra gli oggetti della scenografia, come a simulare l’illuminazione stradale, ma erano proprio gli attori in scena a tenerli in mano e a trasportarli da una parte all’altra dell’area semicircolare situata al centro del teatro, che fungeva da palcoscenico.

Non erano funzionali a illuminare, bensì erano un segnale per gli spettatori in platea: insieme al testo concorrevano a comunicare che la scena si svolgeva in un contesto notturno, contribuendo in questo modo alla narrazione della vicenda.

Sotto la luce naturale dell’Europa meridionale, dalla freddissima temperatura di colore, poteva essere sufficiente un così semplice elemento scenografico per evocare il buio notturno? Beh pare di sì, forse era la natura del teatro stesso ad aiutare, essendo per antonomasia – oggi come allora – luogo di immaginazione e suggestione.